VARIE
DAL SITO WWW.FIMMG.ORG A CUI RIMANDIAMO PER
tutte le novità:
-
sfiducia
dell’Ordine dei Medici di Roma al Ministro Sirchia
-
Risposta
del Ministro
DA QUICK TIME - 30 giugno 2004 (h. 15.00-16.00)
On.le Pepe
Onorevoli Colleghi, il decreto 31 maggio del Ministro della Salute dovrebbe disciplinare
le modalità di
riconoscimento delle società scientifiche. Sorprende, scorrendo l'articolato,
il ruolo esorbitante attribuito alla FISM, Federazione delle società medico
scientifiche ed associazione privata non estranea al Ministro Sirchia, citata ben 4 volte in 7 articoli, alla quale viene riconosciuta di volta
in volta una diversa funzione comunque
pubblica. Infatti, già nella premessa è equiparata ad un organo ausiliario
della pubblica amministrazione come la FNOMCeO, successivamente è chiamata a fianco della Agenzia dei
Servizi Sanitari Regionali, poi passerebbe all'istruttoria preventiva delle
domande delle società che aspirano al riconoscimento e che devono nei loro
statuti riconoscere alla stessa FISM un ruolo decisivo nella elaborazione delle
linee guida. Chiedo al Signor Ministro interrogato se non ritenga
di non dare corso alla pubblicazione del
decreto in questione per potere procedere alla successiva ridefinizione
dello stesso, dopo approfondito esame e con l'inedubile collaborazione degli enti e degli organismi
competenti. Grazie.
Allora ascoltiamo il Ministro per i Rapporti con il Parlamento On.le Giovanardi, che ha facoltà di
rispondere
Sì, grazie Presidente. On.le Pepe, il Ministro Sirchia c'entra
con la FISM come il Ministro Marini quand'era Ministro del Lavoro c'entrava con
la CISL. Era stato Segretario della CISL come il Ministro Sirchia
è stato segretario di questa Federazione che,
come dice il decreto del 31 maggio, non disciplina,
questo decreto, il riconoscimento delle società scientifiche e delle altre
associazioni professionali nel settore sanitario, ma si limita a stabilire in
generale i requisiti richiesti alle associazioni di
professionisti per poter svolgere attività formativa e di aggiornamento
professionale nei confronti dei propri associati ed attività di
collaborazione con le istituzioni. Come prevede il decreto
nelle premesse … il riconoscimento è espressamente disposto
esclusivamente a predetti fini. La Federazione delle società
medico scientifiche italiane di
cui stiamo parlando, il ruolo di questa
Federazione, è riconosciuto dal Piano sanitario Nazionale che riconosce a
queste società scientifiche, alla società scientifica, il ruolo di
garanti non solo della solidità delle basi
scientifiche degli eventi formativi, ma anche della qualità pedagogica e della
loro efficacia e riconosce che la Federazione svolge il ruolo di
interlocuzione con le istituzioni, inteso primariamente come contributo
culturale ed operativo all'identificazione e allo sviluppo delle attività
sanitarie e mediche del paese. La Federazione
raggruppa la quasi totalità delle società medico
scientifiche italiane, 151 ad oggi, e quindi
concretamente già svolge, precedendo dal decreto di
cui stiamo parlando, il ruolo di interlocutore delle istituzioni sia nell'elaborazione di
linee guida sia in tutte le altre attività che rendono opportuna e necessaria
la collaborazione delle società medico
scientifiche con le istituzioni stesse. La Federazione non agisce a titolo
proprio, ma come momento di raccordo e di
sintesi delle varie società medico scientifiche
con le istituzioni. Il provvedimento non
equipara FISM e FNOMCeO, e quell'altra
associazione di sigla di
lettura difficile, i cui diversi
ruoli sono già stabiliti o chiaramente desumibili dalle disposizioni
di legge vigenti e non possono essere pregiudicati
né direttamente né indirettamente
da un provvedimento amministrativo. Per quanto
riguarda le funzioni attribuite alla Federazione delle società mediche si fa presente che l'intervento di
questa società è limitato alle società medico
scientifiche e si sostanzia nell'istruttoria preventiva al provvedimento
di riconoscimento, quindi
una mera attività di collaborazione con
l'Amministrazione, attività che è più che giustificata in ragione della
rappresentanza quasi totale, come dicevo
prima, delle società medico scientifiche da
parte della FISM e del possesso quindi da
parte della Federazione stessa di tutti gli
elementi di valutazione necessari per
l'istruttoria preventiva delle domande stesse ma, comunque, facendomi carico
delle preoccupazioni dell'interpellante posso garantire che non c'è nel
decreto, nell'interpretazione o nella correzione eventuale del decreto,
smentisco nella maniera più assoluta che il ruolo della FISM debba essere
scritto o riportato negli statuti delle società. La FISM svolge questa funzione
alta anche per regolare un settore in cui ci vuole professionalità e serietà - concluda Signor Ministro - una funzione servente della
pubblica amministrazione, ma non c'è nessun obbligo di
inserire nello statuto delle società una menzione alla FISM.
Allora, ora, può replicare l'on.le
Pepe
Signor Ministro, se quest'ultima parte che lei ha
citato, cioè il mancato obbligo di inserire
negli statuti l'appartenenza alla FISM, il ruolo della FISM, significa che il
decreto sarà praticamente ritirato e corretto io mi ritengo soddisfatto.
Qualora ciò non fosse io ovviamente ricorrerò a tutti
gli strumenti che mi sono concessi ed esprimo la mia valutazione politica Ministro,
dicendole che la FISM, grazie al ruolo e al
potere che il Ministro vorrebbe attribuire con il decreto in questione, avrà di
fatto l'esclusiva sulle associazioni professionali e società scientifiche che
non potranno fare a meno di aderire all'unico organismo
che provvede all'istruttoria. Signor Ministro, la FISM, la FISM purtroppo,
forse lei non ha guardato bene, ha sede ancora oggi a Milano, in Via Francesco
Sforza 35 presso il Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti dell'Ospedale Maggiore
Policlinico di Milano che fino al 2001 era diretto
dal prof. Girolamo Sirchia. Io qui sto paventando un
grave eventuale conflitto d'interesse tra chi dovrà emettere il decreto di
riconoscimento, e cioè il Ministero della Sanità, ed
una società scientifica, una Federazione scientifica che deve provvedere
all'istruttoria e che fa riferimento direttamente
al Ministro della Sanità. Quindi,
Ministro, mi sembra, guardi, guardi
Lei come al solito con la sua gestualità insofferente
che non è consona al suo ruolo contraddice
quello che dice l'interpellante. Se legge l'interrogazione vede che è così, se noi mandiamo
una raccomandata con ricevuta di ricevimento
sicuramente sarà recapitata nella stanza che era del Ministro e che forse
ancora oggi è del Ministro, grazie.
Roma, 6 luglio 2004
COMUNICATO STAMPA
MINISTRO SIRCHIA NON CI PIACE LA SUA ARROGANZA,
RICORREREMO AL TAR LAZIO
La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, venerdì scorso, del decreto atto
a disciplinare (?!) e a dettare i requisiti
delle Società Scientifiche, costituisce l'ultimo intollerabile e maldestro
tentativo dell'attuale Ministro della Salute di
costringere circa 900.000 operatori sanitari interessati alla formazione ECM a
passare sotto "le forche caudine" di
una Federazione privata a lui molto vicina.
Leggendo i sette articoli che compongono il decreto emerge chiaramente la
straordinaria attenzione riservata ad una
struttura privata, la FISM, Federazione delle Società Medico Scientifiche
Italiane, che, dall'insediamento del Prof. Girolamo Sirchia nel ruolo di
Ministro della Salute, ha visto crescere esponenzialmente il proprio ruolo, le
proprie funzioni, anche a scapito degli organismi pubblici.
Per chi non la conoscesse, la FISM è un'associazione di
cui Sirchia è fondatore (1984), ne è stato segretario
(fino al 1999) e ha sede a Milano, in via Francesco
Sforza 35, presso il Centro Trasfusionale e di
Immunologia dei Trapianti dell'Ospedale Maggiore Policlinico presso l'ex
ufficio dell'attuale Ministro, nel quale ricopriva il ruolo di
Dirigente di II livello, (menzionata all'art.
1 dello Statuto della FISM). No comment.
Ignorata dal mondo scientifico per almeno un ventennio, FISM, a partire dal
2001, ha accresciuto esponenzialmente le affiliazioni
delle varie Società Scientifiche da un lato e, dall'altro, è divenuta
per lo stesso Ministero della Salute un interlocutore esclusivo e obbligato per
tutto quanto riguarda il mondo della formazione.
A FISM è stato assegnato (Convenzione del 29 luglio 2002, prot.
N. 13709, elenco n. 1686) il compito di
costituire e gestire gli elenchi dei referee, cioè di coloro tenuti a
valutare gli eventi formativi ECM, nonchè il compito di
formare gli stessi referee, a fronte di
un cospicuo esborso di denaro pubblico. Tale
convenzione è stata rinnovata il 26 novembre 2003, sino a fine 2004, e porterà nelle casse della FISM altri 1.500.000 euro. Al di là di
alcuni convegni e corsi organizzati, ad oggi non risulta notizia di
alcuna attività che giustifichi i finanziamenti ricevuti e quel che ancora non
è dato sapere è come tutti questi soldi
vengano utilizzati.
Ma è con il Decreto che disciplina le Società
Scientifiche che l'ascesa della FISM (da chi e in che modo è stata
certificata?) giunge alla sua apoteosi; nei 7 articoli che compongono il
decreto a FISM vengono infatti attribuite ben 4 funzioni pubbliche: nelle
premesse e nell'art. 1 FISM viene equiparata alla Federazione degli Ordini
dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) e alla Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali
(ASSR); nell'art. 1 si impone alle Società che aspirino al riconoscimento di
prevedere nel proprio Statuto la collaborazione con FISM nell'elaborazione di
linee guida (con ciò prospettandone un nuovo futuro ruolo); all'art.6 alla FISM si attribuisce il compito di
istruttoria preventiva sulle domande presentate (ruolo a dir
poco nevralgico nella procedura, per giunta affidato a chi si trova per sua
stessa natura in conflitto in quanto somma di
Società Scientifiche mai controllate da nessuno).
Ciò che è peraltro straordinario osservare è
come una federazione con interessi "privati" ben identificati, sia
sempre l'unica associazione chiamata nominalmente a rivestire un ruolo da parte
della legge. A fianco a generici richiami a ordini,
collegi e associazioni professionali, agli occhi del Ministero della Salute che
ha emanato il decreto, sembra poter esistere una e una sola associazione capace
di rappresentare la scienza: non le
Università, non l'Accademia dei Lincei, ecc, ma la
FISM.
Insomma il tentativo di Veronesi di
costituire in Italia, primo tra i paesi in Europa, un sistema di
aggiornamento continuo di tutti gli operatori
sanitari sul modello americano (ECM) si sta trasformando, nelle mani del suo
successore al Ministero della Salute, in uno strumento di
affermazione e prevaricazione degli interessi di
pochi a scapito di quelli della collettività.