Pisa, 1 luglio 2005
Al Presidente
Società Italiana di Pediatria
Sezione Regionale Veneto
Prof. Luciano Tatò
p.c.:
Ai Presidenti delle Sezioni Regionali SIP
Caro Luciano,
rispondo con piacere alla Tua lettera, anche perché credo che una
dialettica costruttiva rientri nell’ambito della collaborazione e del reciproco
stimolo tra Sezioni Regionali e Direzione Nazionale SIP. Mi stupisce però che
persona attenta come Te non sia a conoscenza di quanto detto e fatto dalla SIP
in questi ultimi mesi sull’argomento, essendo per altro disponibile sul nostro
sito ampia documentazione in proposito.
In ogni caso credo che la miglior risposta che possa fornirti in
relazione all’atteggiamento tenuto negli ultimi mesi della SIP, circa l’esclusiva competenza del pediatra nel
prescrivere i latti formulati e circa la NON uguaglianza dei latti in
commercio, sia allegarti le lettere ricevute da Federfarma, dall’Associazione
“Altroconsumo” e una copia dell’ultimo numero del “Sole 24 ore Sanità”,
evidentemente tutti più attenti di alcuni pediatri nel rilevare le posizioni
espresse, anche a mezzo stampa, dalla SIP.
Come puoi leggere nelle lettere di Altroconsumo e Federfarma alcune
obiezioni che vengono mosse non sono del tutto peregrine e ci impongono di
rispondere in modo scientificamente ineccepibile come compete ad una Società
Scientifica, quale siamo, e non ad un “gruppo d’interesse”.
Proprio per questo ho voluto istituire una
Commissione di lavoro in collaborazione con SIN e SINUPE che sta preparando
delle linee di indirizzo sulla
nutrizione del lattante da presentare ufficialmente al prossimo Congresso
Nazionale della SIP.
Tali
“raccomandazioni” ci serviranno per avere una posizione chiara, identificata ed
identificabile, e non andare in “ordine sparso” rischiando di far apparire che
confondiamo interessi scientifici con interessi di categoria.
Per quello che
riguarda l’immagine della Pediatria è vero che tutta questa lunga vicenda sul
costo dei latti non ci ha giovato ma, come avevo già evidenziato in un mio articolo
comparso su Pediatria Notizie dello scorso Dicembre (deve esserti sfuggito
anche questo), i peggiori attacchi “a mezzo stampa” alla dignità e alla
professionalità della pediatria italiana sono stati sferrati da alcuni
dirigenti di aziende produttrici di latti (che hanno esplicitamente affermato
che il prezzo dei latti era imputabile ai "regali" che le stesse
aziende erano costrette a fare ai Pediatri) e da colleghi “pentiti” che hanno
parlato di viaggi faraonici offerti i Pediatri dalla case produttrici di latte,
mascherati da congressi e corsi di aggiornamento.
Ma al di la
degli eccessi di qualche collega, non dobbiamo però nascondere, al nostro
interno, che alcune abitudini consolidate, quale ad esempio quella della
turnazione dei latti nei reparti di neonatologia, non ci ha certamente aiutato
in termini di immagine pubblica e di difesa delle nostre posizioni. Sarò più
chiaro: i latti che noi pediatri abitualmente prescriviamo, e che abbiamo il
dovere scientifico di difendere dall'assalto dei latti a basso costo, perché
oggettivamente più simili al latte materno, hanno ciascuno, a seconda della
marca, peculiarità differenti. Se noi sosteniamo, come è giusto che sia, che
spetta solo al pediatra indicare, caso per caso, quale sia il latte migliore per
ciascun bambino (mi riferisco ai bambini sani e a termine), difficilmente
possiamo spiegare all'opinione pubblica (che di queste cose è ormai
informatissima) la validità scientifica
dei "turni", perché apparirebbe poco credibile che, guarda caso, per
tutti i bambini nati in quel determinato trimestre (o semestre che sia) il
latte migliore era proprio quello in uso in quel periodo nel reparto in cui è
nato.
Ancora
una considerazione: noi Pediatri facciamo bene, pur promuovendo in modo
sistematico e efficace l'allattamento al seno, a chiedere che non vi sia una
campagna di "criminalizzazione" nei confronti dei latti artificiali
che, tra l'altro, crea pericolosi sensi di colpa in quelle mamme che non
possono allattare al seno. Credo, però, che la stessa logica ci dovrebbe
portare a non essere noi a criminalizzare i latti a basto costo, perché in
questo modo creeremmo altrettanto gravi sensi di colpa a quelle famiglie che
non hanno la possibilità economica di acquistare latti più pregiati. Tutti noi,
e la SIP in particolare, abbiamo sostenuto e sosteniamo con forza che non tutti
i latti sono uguali, ma non credo sia corretto, e probabilmente legalmente
consentito, far passare come "dannosi" i latti a basso costo, almeno
fino a che non dovessero emergere evidenze scientifiche in tal senso.
Anche
perché, non dimentichiamolo, tutti i latti in commercio soddisfano i criteri ESPGHAN che fanno fede
in tutto il mondo e che non ha molto senso scientifico ritenere inadeguati solo
per l’Italia.
Quello
che invece noi, come comunità scientifica, dobbiamo fare attraverso una
corretta informazione ed una adeguata formazione, è mettere in evidenza i
risultati delle ricerche in questo settore e quindi i pregi dei più moderni
sostituti del latte materno.
Inoltre,
non dobbiamo neanche sottovalutare che in una situazione economica precaria
come quella che l’Italia sta attraversando era più che prevedibile, e a mio
avviso anche ragionevole, che il Ministero ponesse tanta attenzione alla
questione dei costi. Probabilmente sui costi dei latti artificiali è stata un
po’ “tirata la corda” da parte delle aziende.
Per
quello che riguarda l’organizzazione di occasioni di comunicazione finalizzate
a diffondere una corretta informazione sulla questione dei latti, condivido
pienamente l’idea e la SIP nazionale collaborerà volentieri con le
organizzazioni locali che volessero realizzarle. In tal senso, credo che il
lavoro che produrrà la Commissione SIP sarà anche un ottimo strumento per
avviare una comunicazione chiara, univoca, autorevole e basata su ineccepibili evidenze scientifiche.
Vorrei
concludere sottolineando un aspetto che, credo, ci trovi tutti concordi. Per
difendere il nostro ruolo dobbiamo riuscire sempre a fornire dimostrazione di
indipendenza intellettuale e di rigore scientifico a sostegno di quanto
affermiamo. In questo modo, ed è la cosa che per noi più conta di più, non ci
verrà mai meno la fiducia delle famiglie nel considerarci il punto di
riferimento imprescindibile per la salute dei loro figli.
Con
amicizia,
Giuseppe
Saggese
